Una selezione di liriche dal volume ... “NEL NOME DEL MARE” di Rosadele Genovese

“NEL NOME DEL MARE”

ISOLE NON TROVATE

 

Te, per anni lunghissimi,
in corridoi di attese
di voli senza fine.
Su altalene di nuvole
gioia magica rotola
dentro biglie di vetro.
Te, per anni lunghissimi,
non ho saputo immaginare altro.
Il cielo dei tuoi occhi
mi ha fatto riposare sul cuscino.

Ma dormire, vorrei, adesso…
Una striscia di sonno all’infinito
dopo vasti arcipelaghi
d’isole non trovate.

BANALE STORIA DI UN PESCE PICCOLO

Io sono un pesce piccolo,
ho una banale storia
del tutto irrilevante,
non degna di memoria.
Tra migliaia di specie
risulto segnalato
solo perché son piccolo
e finisco… ingoiato!
I pesci grossi, infatti,
fanno corporazioni,
Sante Alleanze studiano
e Triplici… bocconi!!!
Invece, io son piccolo.
Se son fuori del gioco,
già vivere è un miracolo,
non mi par che sia poco.
Cerco di autoconvincermi
che la vita è un regalo
e le distanze adeguo
dal ventre dello squalo.
L’azzurro misterioso
l’abisso più profondo
fanno che io dimentichi
se l’orbe è piatto o tondo.
[…]
Per guerre ed aggressioni
non mi sento portato,
mi vedo troppo piccolo,
sono un disadattato.

Se nel gran mar dell’essere
dovrò ancora nuotare
sempre insignificante
cosa ci posso fare?
Meglio restare piccolo
nel mio celeste mare.
Dopotutto, l’oceano
potrà anche aspettare.

GHIACCIAI

Ho preso tutto il freddo del mondo
camminando sui ghiacciai del tuo corpo.
Ho attraversato eterne distese bianche
senza alito umano
senza neanche l’orma dello yeti…
Il bianco per migliaia di orizzonti
ed io, piccola donna, dentro il freddo,
anche il livido cielo dell’Antartide
stupiva del biancore della slitta.
E sola, con la forza delle mie mani,
nella luce abbagliante,
continuerò a graffiare.
Da quei muti ghiacciai, finalmente,
dovrà pure affiorare
l’infinito celeste dei tuoi occhi.

 

 

Dall’Introduzione, pag.9

“Dimentichiamo spesso e volentieri di essere atomi infinitesimali…
E siamo capaci di azzuffarci per un pezzettino di terra o di dolerci di certe cose, che, ove fossimo veramente compenetrati di quello che siamo, dovrebbero parerci miserie incalcolabili…
scrive Pirandello ne “Il fu Mattia Pascal” …

 

 

Da “Nel nome del mare
Un percorso poetico dall’elegia all’ironia
Falzea Editore, Reggio Calabria, 2000