Quando il gioco delle coppie ricomincia

“Amore che vieni… amore che vai”

"Amore che vieni… amore che vai"
Alberto Moravia ed Elsa Morante

“Nella biografia scritta da Alain Elkann, Alberto Moravia confessa: “Sì, ci furono dei giorni in cui avrei desiderato ucciderla”. Parla, naturalmente, di Elsa Morante, la sua prima moglie, con cui visse 25 anni e da cui, anche dopo la separazione, non divorziò mai”. […] Alberto Moravia, scrittore aureolato di successo e di fortuna, inafferrabile per una sua maschile ritrosìa al possesso, rimase sempre per la moglie una sfida irrisolta, una partita interrotta, mai sanata da una vera pacificazione”.

(di Eugenia Roccella, in “Italiane” volume III, pag. 192, una pubblicazione a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità – Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria. Anno 2004)

E ancora: “Con la sua capacità di riempire di sé i propri libri senza mai raccontarsi direttamente, la Morante ha adombrato in questi personaggi la sua identificazione impossibile con “il fanciullo divino” e i suoi impossibili innamoramenti per Luchino Visconti o l’artista americano Bill Morrow” (op. cit., pag. 195).

Chi riesce a credere nell’amore eterno? “Amore che vieni, amore che vai”, una canzone tra le più belle di Fabrizio de André, canta gli amori finiti.

Ma canta anche – pur se con un sentimento di malinconia – il desiderio di un amore nuovo, che consenta di fuggire la solitudine e continuare a mordere la vita.

Quando si è pronti ad una nuova esperienza d’amore, il gioco delle coppie ricomincia

Alberto Moravia ed Elsa Morante sono stati coppia per 25 anni: una storia iniziata per amore e lentamente inquinata da sentimenti negativi, forse talvolta unilaterali… Una storia per certi aspetti difficile, tale da portare alla separazione definitiva.

Di estrazione sociale diversa, i due certamente si amarono: era stata lei stessa, dopo una cena con amici, a porgere a lui, a Moravia, le chiavi del suo appartamento: un gesto furtivo, un messaggio chiaro.

Lui apparteneva ad una ricca famiglia borghese, lei proveniva da un ambiente sociale piuttosto modesto.

Il collante, presumibilmente, era determinato da alcune “affinità elettive”, tra cui l’amore per la scrittura. La Morante, orgogliosa per temperamento, entrò immediatamente in contrasto con la famiglia di Moravia, nonostante l’unione con lo scrittore fosse stata suggellata dal matrimonio.

Il rapporto coniugale, comunque, con il trascorrere degli anni, si incrinò fino a spezzarsi. Non ci fu divorzio, poiché la Morante si dichiarava cattolica.

Era un alibi?

Abbiamo la testimonianza di un Moravia tollerante, nei primi tempi del matrimonio, di fronte ad un piccolo scontro diplomatico tra la scrittrice e la madre dello scrittore. “Ci sposò il Padre Venturi nella Casa del Gesù a Roma. Dopo la cerimonia andammo a casa mia e mia madre cominciò a predicare davanti a Elsa su come si deve risparmiare, su come si deve tenere una casa… non sapendo che bastava molto meno per mandare Elsa su tutte le furie. Elsa e mia madre dopo quel giorno non si videro più.”

(Moravia, una testimonianza sulla rivista “WIMBLEDON” vedi articolo seguente >>>)