Rivista letteraria dell'Associazione Culturale "Prospettive" Reggio Calabria

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"Allo scopo di aggiornare la Sezione "Progetto Stampa, , sono stati rimossi alcuni servizi giornalistici,i comunque pubblicati anche sulla rivista Talent-Scout. Chi volesse rileggere gli articoli, può richiedere i numeri arretrati versando un contributo di cinque euro a copia all'Associazione "Prospettive". Si prega di prenotare ai recapiti dell'Associazione".

Riforma Costituzionale / Il voto del 4 dicembre
(e la vera ragione del contendere)

di Margherita Genovese, 22 ottobre 2016

    Il nostro premier, certo pressato da opinioni e sondaggi sfavorevoli da mesi, passa da una rete televisiva all'altra, insistendo a spiegare la bontà della riforma costituzionale e la necessità di votare Sì al prossimo referendum, per non perdere il treno del cambiamento: per lui si profila, con l’alibi del referendum, un avviso di sfratto.
Se non a questo, a cos’altro potrebbe mirare tutta quell’armata che da qualche tempo si affanna a distruggere sui media tutto il buono che c’è nella riforma costituzionale?
Sono sicura che noi italiani siamo responsabili e preoccupati per il nostro Paese e ci chiediamo come sia possibile che una fascia di popolazione arrivi a credere a certi politici anche navigati (alcuni fuori gioco da tempo!) che fingono di non sapere cosa succederà se Renzi perderà questa sfida.

Il premier sta cercando di dialogare con i più diversi settori della società e del mondo economico; si costringe da segretario PD a ripetere fino allo sfinimento le stesse cose in Direzione a una minoranza ostile e prevenuta che non lo ha mai digerito; combatte da solo contro un esercito di venduti al proprio ego e , almeno apparentemente, incuranti del bene comune
Ma non è consigliabile gettare alle ortiche il percorso che si è fatto in Europa.
Tutta questa sua fatica, che gran parte dei media si affanna a classificare come autoreferenziale e che invece mi ricorda la fatica di Sisifo, deve far capire ai cittadini più attenti e consapevoli quanto poco, di pertinente al quesito, ci sia nella battaglia referendaria, e quanto l'oggetto del contendere non sia piuttosto la caduta di Renzi.

“... Ma non è consigliabile gettare alle ortiche il percorso che si è fatto in Europa. Tutta questa ... fatica... che invece mi ricorda la fatica di Sisifo, deve far capire ai cittadini più attenti e consapevoli quanto l’oggetto del contendere non sia piuttosto la caduta di Renzi.”

Riusciranno i cittadini italiani, martellati per il No da abili imbonitori, a non farsi manipolare da chi vuole in realtà sostituirsi a Renzi, infischiandosene di far pagare poi lo scotto a tutto il Paese?
Se vincesse il No, potremmo perdere la fiducia dell’Europa, e e forse non potremmo contare sulla flessibilità indispensabile per il bilancio dello Stato.

Ne seguirebbe un periodo di instabilità difficilmente superabile in una situazione partitica tripolare.
A rischio il rinnovo dei contratti, gli stanziamenti , la ripartenza della nostra economia. Altro che Brexit!
Noi non siamo la Gran Bretagna, il nostro debito non ci consente autonomia, le nostre risorse patrimoniali sono legate soprattutto alla bellezza del territorio e alla versatilitàdegli italiani; ma anche il made in Italy ha bisogno di contratti e di investitori...che potrebbero scappare a gambe levate da un Paese nel caos.

Bisogna rendersi conto del fatto che in un mondo globale decisamente competitivo, stare fermi significa indietreggiare.
E’ giusto votare Sì al cambiamento di istituzioni (nate in contesti storici molto diversi) in parte superate dai tempi.
E a chi mistifica con l'alibi della legge elettorale, si può obiettare che per quella si può sempre trovare l’opportunità di modificarla; ma il treno della riforma passa solo in quel giorno: il 4 dicembre. E non sappiamo per quanti altri anni ancora dovremo aspettarlo.

A conclusione di un Corso di Pittura per Adulti
Mostra d’Arte al Liceo Artistico Statale “Preti / Frangipane”

di Rosadele Genovese, 5 giugno 2015        


Foto:  Cerimonia di inaugurazione della Mostra         

Il 26 maggio scorso, nel Salone del Liceo Artistico “Preti/Frangipane” di Reggio Calabria, è stata inaugurata una significativa Mostra d’Arte dal Dirigente Scolastico Albino Barresi, alla presenza dei colleghi Rita Cananzi e Nicola Pavone, che lo hanno preceduto nel tempo, e di un numeroso pubblico .La Mostra è stata contraddistinta da un percorso piuttosto singolare: le opere esposte, infatti, sono state create da un gruppo di aspiranti artisti, giovani e meno giovani, che hanno frequentato, dal 26 gennaio all’11 maggio 2015, un Corso di Pittura per Adulti, nei laboratori dello stesso Liceo: obiettivo condiviso, quello di “realizzare una vera e propria crescita culturale nel campo espressivo della pittura”.

L’attività, mirata anche a “far conoscere le potenzialità dell’Istituto”, ha coinvolto quarantasei corsisti: a tutti loro, evidentemente creativi con un sogno nel cassetto, è stata offerta l’opportunità di apprendere “i concetti basilari del linguaggio grafico-pittorico”, secondo quanto si legge nella scheda progettuale: ciascuno ha potuto esprimere il talento personale e impadronirsi di “tecniche pittoriche utili ad acquisire linguaggi specifici”. L’arte è una forma elevata di comunicazione, fa trasparire idee e sentimenti attraverso colori e forme reali o surreali che rivivono nelle tele, superando i limiti del contingente.
Attraverso l’arte, il “messaggio” rappresentato, diventa utile a creare un contatto tra l’artista e il fruitore dell’opera, facendo nascere dialoghi a distanza, oltre le categorie dello spazio e del tempo.
Referente del Progetto, un docente esperto del linguaggio grafico-pittorico, il prof Antonio Palmenta, artista coinvolgente, attento, stimatissimo. Le linee essenziali dello stesso Progetto hanno prefigurato, sin dall’inizio,quanto si è verificato in corso d’opera, e cioè la dimensione dell’ entusiasmo dimostrato dai Corsisti.

Il taglio del nastro. Da sin, Nicola Pavone, Albino Barresi,Rita Cananzi, don Giuseppe Dieni, Antonio Palmenta, Rosalba Vitale Palmenta

Le ore di impegno si sono rivelate molto proficue, come si evince dai lavori ammirati alla Mostra. A conclusione del percorso attuato, è stato infatti importante, utile e piacevole documentare le competenze acquisite dagli allievi, ma anche il loro coinvolgimento emotivo: è opportuno, infatti, accennare ad un testo che si è rivelato come un’attestazione di cordialità e di amicizia.


Studenti in visita alla Mostra con il prof Palmenta ( Foto di Antonino Cotrupi)

Un delicato “grazie” rivolto al docente esperto e all’Istituto che ha promosso l’iniziativa, in uno scritto redatto da una corsista che ha espresso i suoi sentimenti servendosi di un linguaggio originale, scaturito da un’ evidente gentilezza d’animo. Un testo in cui , tra l’altro, si legge: “... la fantasia che c’è in noi / oltrepassa i limiti della riservatezza / e diventa certezza sul candore di una tela”.
L’artista si rivela al mondo.
Gli adulti che hanno partecipato al Corso hanno rivelato, nelle loro opere un’attenta ricerca del bello ed hanno curato una piacevole, originale galleria di immagini.
Sono stati felici di condividere un’esperienza ed un percorso che, secondo quanto hanno dichiarato, gradirebbero molto ripetere.

 

 

Laura Boldrini e un certo uso retro della lingua italiana
Tornare indietro con “la Ministra” ? Meglio andare oltre, con la Spaziani

    

Nella foto a sinistra : Laura Boldrini.
A destra: Maria Luisa Spaziani, (foto di Dino Ignani).

di Rosadele Genovese, 19 maggio 2015

"Onorevole deputato, lasci parlare la Ministra!”

A queste parole, sembra si diffonda nell’aria un certo sgradevole odore di cucina. Laura Boldrini ancora insiste nel voler sollecitare l’uso di alcuni termini desueti e addirittura rifiutati negli anni della contestazione giovanile.

 Parità uomo – donna?

Le femministe sono tacitate, almeno su questo versante, ma si spera, non per sempre: la Boldrini, Presidente della Camera, ha avuto la “felice” intuizione di riconsegnare alle donne un linguaggio rispettoso del loro genere. Encomiabile.
Quello che Simone de Beauvoir definiva “il secondo sesso”.prende posizione nelle aule parlamentari con un termine che esiste appena sul dizionario della lingua italiana. Infatti, sul Devoto-Oli, anno 2007, alla voce “ministra” si legge: “Donna a capo di un dicastero, ( anche scherz.); più comunemente usato il maschile: “il ministro” anche con riferimento a donna.

Competente in lingua inglese e determinata sui problemi dell’immigrazione ( sarebbe stato meglio di no???) la Boldrini, bella donna che fa di tutto per rendersi antipatica, rivaluta le concordanze. (maschile,femminile) ed ha un rigoroso rispetto per la grammatica, senza pensare che la lingua è in continua evoluzione, che dal suo uso nascono le regole.
Forse tra qualche tempo consiglierà di adottare il termine “la magistrata”?

Per un’ immediata associazione di idee, il pensiero va a Maria Luisa Spaziani.

Chi ha avuto il piacere di conoscerla sa bene che quest’ultima si è sempre definita “un poeta”, che ha improntato tutta la sua vita ad abitudini, atteggiamenti, decisionismi e linguaggio di assoluta parità con il “genere maschile”, e che addirittura disdegnava di essere definita “poetessa".

Ha vissuto le sue storie d’amore senza femminili abbandoni, senza i timori ombrosi delle donne innamorate, ma con quella sicurezza che Eugenio Montale, suo compagno di vita per qualche tempo, quasi invidiava, o sembrava invidiasse, come si evince da alcuni suoi testi poetici.

A sua volta, il poeta “Spaziani” ha anche saputo gestire molto bene i momenti di solitudine, come capita agli uomini. Grandemente stimata, considerata tra i più grandi creativi del Novecento, definita da Luigi Baldacci “ grande poeta in quanto grande poetessa”, autrice di “una poesia di voce”, la Spaziani è scomparsa nel giugno 2014, ad un’età ragguardevole.

E’ da ricordare per le sue qualità, per la sua cultura e per la sua concezione della vita, ma soprattutto per essere stata un autentico poeta.


Lettera di Maria Luisa Spaziani pubblicata
sul numero 2 della rivista Talent-Scout

 

 

Europa Creativa? Intanto va forte l’Europa dei burocrati
Reggio Calabria. Un workshop promosso da Patrizia Nardi, Assessore alla Cultura

                                                                di Rosadele Genovese, 13 aprile 2015

Un importante incontro, il 10 aprile scorso, sul tema “Fare cultura con Creative Europe”
I lavori, inizialmente programmati nei locali della Pinacoteca Civica, hanno avuto luogo nell’attiguo Foyer del Teatro Cilea, dove il pubblico è stato gentilmente “dirottato”.

L’Assessore alla Cultura del Comune di Reggio Calabria ha invitato gli operatori culturali della città ( una mailing list chilometrica, e tanto ma tanto lavoro...) per illustrare e sollecitare la partecipazione al Programma Europeo 2014-2020: un “laboratorio” con la finalità di “aumentare la competitività dei settori culturali e creativi che svolgono un ruolo determinante nell’economiaeuropea”.


Il tavolo dei lavori all'inizio dell'incontro. da sin, Anastasi, Nardi, Latella, Loglio.

La dott.ssa Nardi ha esordito sulle potenzialità di Reggio e dei suoi cittadini.
“...una città che, nonostante i momenti molto difficili della sua storia, è una comunità straordinaria, che ho incontrato continuamente in questi cinque mesi di amministrazione; e il fatto di ritrovare adesso una sala piena, mi emoziona. Io vi ringrazio per la vostra presenza, per la vostra vicinanza non all’Amministrazione, ma a questo territorio che ha bisogno dei suoi cittadini, dei calabresi, di tutti noi, delle nostre competenze, delle nostre speranze....
“ E ha continuato:
“ Questo workshop non vuole essere e non sarà un episodio isolato, ma il primo di una serie di incontri, tra sog-getti, ministeriali e non, dedicati alla progettualità, in una visione di ampio respiro che costituirà nuove occasioni di lavoro... Abbiamo scelto questo incontro per mettere a confronto esperienze, comunità diverse, che rappresentano comunque i tasselli di un mosaico di cui paradossalmente gli stessi calabresi non sono talvolta consapevoli”.
Poi, accennando alle città metropolitane...
“Il Consiglio d’Europa, in sinergia con la Commissione di Venezia, ha scelto Reggio Calabria , con altre città italiane, per un in-contro sugli stessi temi che personalmente considero al centro della vita politica ed amministrativa di ogni comunità che guardi al cambiamento”.

Da qualche altro intervento è emerso che il Ministero Beni Attività Culturali e Turismo ha dimezzato i bilanci, che le attività saranno programmate in incontri di lavoro con i ministeriali, con esperti della programmazione comunitaria, con i dirigenti regionali.
Tutte persone certamente utilissime e competenti, eppure spesso si sente parlare di “fondi europei” non utilizzati, e non se ne comprende il motivo.
O forse sì ?
A questo punto sorge spontanea una domanda: qual è il ruolo dei “creativi” in tutto questo?
Capita, talvolta, che i cosiddetti “ creativi” non abbiano competenze linguistiche o informatiche. Capita che non siano in grado di avere collaboratori capaci di dialogare con l’Europa.
Un esempio: qualche associazione culturale “reggina” che ha partecipato con altri partner a progetti europei sul Turismo culturale, è stata esclusa dai finanziamenti per errori di bilancio. Ma è stato proprio per questo?


    Il pubblico al Foyer del Cilea

Altra osservazione, che, comunque, non vuole essere irriverente: alcuni “operatori culturali” presenti sui vari territori non conoscono la lingua inglese e, in taluni casi, pur avendo capacità organizzative notevoli, non riescono a servirsi della lingua italiana in una forma che sia sufficientemente “fluida”. La conoscenza delle lingue ( italiano e lingue straniere) è fondamentale. E ancora: gli stessi “ creativi” , magari dotati di una discreta cultura umanistica, non entreranno in Europa finché resteranno “digiuni” di organizzazione progettuale, di Economia e di Inglese. Rimarranno circoscritti nel loro àmbito e forse saranno “rispolverati” dai posteri, magari tra cinquant’anni, in qualche antologia nostalgica che ritorna sulle orme del passato.

Oggi, l'Assessorato alla Cultura della nostra città si ripromette di contribuire – di pari passo con l’Europa- ad “aumentare la competitività dei settori culturali e creativi”. Un obiettivo ambizioso, in cui, tutto sommato, è bene credere, e che è augurabile possa essere pienamente raggiunto.
Bisogna ricordare, però, alla fine, che la “cultura” non è solo bagaglio di conoscenze, ma è un bagaglio, che si acquisisce in parte con il passare del tempo, di maturità personale, di rispetto e di attenzione sia verso il prossimo che verso l’ambiente circostante. Paradossalmente, “cultura” è anche rendersi conto che i mozziconi di sigaretta si buttano nei posacenere e non si lanciano dai balconi, né si lasciano cadere per terra, a decorare i marciapiedi.

Per il trentennale dell’Associazione “Nuovo Umanesimo”
CONVERSAZIONE CON CARMELINA SICARI

di Rosadele Genovese,
30 marzo 2015

La conversazione con Carmelina Sicari potrebbe causare, inizialmente, un certo disagio nell’interlocutore, talvolta impreparato a confrontarsi con la vasta cultura della scrittrice.
Una sensazione facilmente superabile, purché si riesca ad appellarsialla “sostanza umana” di cui tutti siamo permeati, alla sensibilità che ci accomuna di fronte alle grandi problematiche sociali, culturali ed esistenziali, così difficili da risolvere.
L’importante è accettare gli stimoli, farsi coinvolgere nel dibattito, esprimere le proprie idee.

L’umanità è stata spesso guidata da geniali antesignani che hanno tracciato nuovi e importanti percorsi, mentre i followers, (termine oggi emergente) ne hanno usufruito, realizzando anch’essi una crescita.
L’umanità è da sempre in cammino: conoscerne le varie tappe significa anche partecipare consapevolmente ad un rinnovamento. Ecco perché qualunque tipo di pigrizia mentale è da evitare: il confronto è sempre stimolante e produttivo. Carmelina Sicari è una scrittrice, una vivace intellettuale che non ha mai rinunciato al confronto, sia pure, talvolta, operato dall’alto di una cattedra. Ha trasmesso contenuti e valori, ha sollecitato stimolanti apprendimenti, ha scritto e pubblicato presso vari editori numerosi studi e ricerche.

Allieva di Giorgio Manganelli, fondatrice dell’Associazione “Nuovo Umanesimo”, Direttore della rivista “ “Calabria Sconosciuta”, creativa instancabile, ha avuto come “maestri” i grandi del passato, ma anche le personalità più spiccate della nostra contemporaneità.

Per una ricorrenza importante- il trentennale di “Nuovo Umanesimo”- si è tenuto, il 27 marzo scorso, un incontro presso l’Archivio di Stato di Reggio Calabria, sul tema: “Tra utopia e realtà: da Catone a Dante nel segno della libertà” ( v. locandina). Nell’occasione, un veloce contatto con Carmelina Sicari e qualche domanda.

- Lei è stata docente, e poi Dirigente Scolastico. In quale misura crede che gli studenti abbiano recepito dal suo impegno culturale sollecitazioni, stimoli, contenuti? E ne ha ricevuto testimonianze concrete?

- La mia esperienza come docente è stata molto positiva perché improntata allo strumento dell’arte e della poesia, che i ragazzi avvertono prepotentemente. La storia, opus oratorium maxime, è stata un ulteriore strumento....Ma la mia esperienza come dirigente, molto meno positiva. Troppi draghi sul cammino. La consuetudine e la burocrazia costituiscono talvolta degli impedimenti...

- Noi parliamo spesso di libertà, anche riferendoci e ispirandoci - come fa benissimo lei- a Catone, a padre Dante, a poeti e ad intellettuali che lei spesso cita nei suoi interventi...Cervantes, Manzoni, Simmel, Anna Arendt. Ma alla fine, che cosa significa essere liberi, se non "spogliarsi" da pregiudizi, da condizionamenti, dai sentimenti negativi che talvolta ci inquinano?

- La riflessione sulla libertà comporta due elementi. La libertà individuale può essere conquistata, come dimostra l’esempio di Dante e di altri artisti. La via dell’arte è quella più proficua giacché l’arte è tanto più grande quanto più è libera. ma il vero problema è la libertà nella storia. La storia con infinite stragi ha testimoniato la lotta per la libertà contro il potere. un potere che riemerge costantemente, perché assume diverse forme..Il tema della disuguaglianza costituisce oggi uno dei motivi di dibattito intenso,soprattutto in Francia, meno in Italia. Si potrebbe pensare che è ovvio sia così, dato che la Francia è la madre dei fondamentali diritti di ogni democrazia, libertà, fraternità, uguaglianza. Tutti e tre i princìpi in qualche misura sono entrati in crisi oggi e non solo in Francia, ma in tutto il mondo... per via della globalizzazione, si dice, per via dell’imperio del denaro... della finanza......
Ora domina la disuguaglianza abissale, il culto del denaro ha prodotto una casta di sacerdoti crudeli, insensibili.
E’ troppo facile dire che ci vuole una nuova scolastica, una nuova filosofia e nuovo sviluppo. Troppo semplice affermare che il Medioevo è prossimo venturo, come profetizza qualche sociologo. Il cammino dell’umanità continua illuminato da tre parole, e certo è molto difficile...

Resta tuttavia la tensione verso la conquista della libertà come tensione massima .
Quella che nello spirito della profezia viene definita “la conquista del Regno”.

(Per ulteriori contenuti su Carmelina Sicari, visitare il sito: altritaliani.it e il il blog di Bruno Pino)

 

 

PERCORSI E VALORI DELLA TRADIZIONE POPOLARE
Interessante conferenza alla Pro Loco di Bagnara Càlabra

In data 7 marzo 2015, nei locali della Pro Loco di Bagnara Càlabra, si è svolto un incontro sul tema: “La bagnarota tra mito e storia”, relatrice la Prof.ssa Renata Melissari

La corsa alla modernità dei nostri tempi non può cancellare dall’immaginario collettivo una figura femminile – quella, appunto, della "donna di Bagnara" - che emerge nitidamente nei percorsi della tradizione popolare: un personaggio singolare, un modello che si è posto all’attenzione di viaggiatori stranieri, di studiosi, di poeti. Figura mitologica, oggi rappresentata in un monumento in bronzo realizzato dall’artista Silvio Amelio e collocato da alcuni anni nella centralissima Piazza Marconi di Bagnara Càlabra. Sulle peculiarità di tale donna, paragonata alle Amazzoni, dotate di forza maschile ma di grazia femminile, esistono testi descrittivi di grande efficacia.

Così, infatti, è stata ricordata: “La donna di Bagnara è stata un esempio di coraggio e di forza: ha saputo costruire la sua indipendenza su valori autentici. In lei è incarnata la moderna emancipazione femminile perché si presenta non come un soggetto passivo ma come un soggetto protagonista, tale da essere riuscita ad esercitare un ruolo primario in una realtà sociale che la considerava , invece, subalterna”.

La prof Melissari ha citato alcuni importanti testi pubblicati dal Cardone, dal Gioffré, dal Minasi ed ha curato collegamenti con Camilla di Borbone, Simone de Beauvoir, con Oriana Fallaci su tematiche relative al ruolo femminile e sulla stessa donna di Bagnara definita “ di una bellezza meravigliosa, non di quella bellezza greca, imponente, fatta per troneggiare nell’Olimpo, ma di una bellezza fiera. Una donna energica, ingegnosa, capace ed avvenente, ma sempre contegnosa e seria.

Un’autentica protagonista della vita fuori dalle mura domestiche, un modello attivo nell’economia del territorio e della faticosa quotidianità.”
Hanno portato un saluto il Presidente della Pro Loco, Bruno Ienco, il Vicesindaco di Bagnara Càlabra, Giuseppe Spoleti, il giornalista, curatore del sito CostaViolaNews.it e moderatore dell’incontro, Carmelo Tripodi. Nel corso della conferenza ha recitato i suoi versi il poeta Pino Iaria, autore di poesie in vernacolo mentre la fisarmonica del Maestro Diego Quattrone ha allietato il pubblico presente.
Nella stessa sede della Pro Loco è stato, inoltre, allestito un Museo dei Costumi della donna locale come memoria visiva di uno spaccato culturale da non disperdere:


da destra Carmelo Tripodi,Renata Melissari, Bruno Ienco Giuseppe Spoleti                               

un fazzolettone annodato, appoggiato sulla testa per attutire il fastidio del contatto con la pesante gerla, gonne larghe e pieghettate, uno stretto corpino: la statua dello scultore Silvio Amelio, eretta nella Piazza Marconi di Bagnara ,offre al turista ignaro di tanta storia e di tanta tradizione locale, un esempio tangibile dei valori rappresentati da questa figura femminile.

Rosadele Genovese, 14 marzo 2015

Un pensiero dedicato alla socia Nella Catanoso
di Rosadele Genovese,
29 aprile 2014

In alto: La signora tuccio consegna la targa a Luisa Catanoso,
sorella della socia recentemente scomparsa.

Nell’anno 2012 ricorrevano i cinquant’anni dalla fondazione della Sezione Fidapa di Reggio Calabria. In quell’occasione la nostra rivista aveva realizzato un importante servizio sul percorso storico dell’associazionismo Fidapa nella nostra città (v. n.21 di Talent-Scout). Erano state dunque contattate alcune figure prestigiose di socie fondatrici della sezione. Tra queste, Nella Catanoso, alla quale avevamo chiesto una testimonianza. Nell’occasione,la nostra “socia storica” aveva fatto emergere le sue qualità di donna intelligente, colta, sensibile, aperta al dialogo.Aveva suscitato un’immediata simpatia; era nata un’amicizia, collegata a una visione condivisa della società e dei tempi attuali. Per l’importante ruolo svolto nella Fidapa da Nella Catanoso in quasi cinquant’anni di adesione, la nostra socia aveva già ricevuto importanti riconoscimenti.
L’attuale presidente Franca Tuccio ha ritenuto doveroso, oggi che Nella Catanoso non è più con noi, di tributarle un affettuoso pensiero. Nel corso di un incontro avvenuto nel pomeriggiodel 29 aprile, la Signora Tuccio ha consegnato alla sorella di Nella Catanoso, la Signora Luisa, una pergamena alla memoria. Commozione di Luisa, e affettuosa condivisione delle socie Fidapa, che hanno ricordato la gentile figura di una “socia storica” della nostra sezione.

Un felice intreccio Arte-Scuola-Territorio
di Rosadele Genovese
, 8 marzo 2014

A distanza di pochi giorni dall’inaugurazione della Mostra ispirata alle opere del grande Mattia Preti ( v. articolo del 24 febbraio 2014), un’altra attività di grande interesse: gli studenti del Liceo Artistico “Preti- Frangipane” di Reggio Calabria sono stati impegnati in una gara di creatività, (finora inedita per taluni contenuti), suggerita da un Progetto dell’ Associazione Internazionale, “ActionAid” che opera sul nostro territorio con la sua rappresentante Eleonora Scrivo. Titolo del Concorso Artistico: “Ogni genere di strada” con una indovinata allusione al mondo femminile spesso “dimenticato”. Un’idea su cui si è espressa favorevolmente la Dirigente Scolastica, prof Rita Cananzi, nella giornata dell’otto marzo scorso, quando, in apertura della cerimonia di premiazione dei lavori più significativi (“ ma tutti meritavano un premio. È stato difficile scegliere”- è stato detto) ha illustrato lo spirito e la valenza dell’interconnessione tra scuola, territorio, arte e donna. Gli studenti, sollecitati a creare delle opere che ricordassero figure femminili di rilievo, sono stati guidati dai rispettivi docenti a ripercorrere –attraverso validissime ed originali opere artistiche- figure di donne, calabresi e non, che hanno lasciato una loro impronta personale nel cammino della società. Ma non solo questo.


In foto: Scuola Mattia Preti: l'otto marzo: da sinistra: Gattuso, Scrivo, Cananzi, De Blasio, Arillotta, D'Alfonso

Nel Progetto, l’obiettivo è stato- tra gli altri- quello di creare un’interconnessione tra il nome dei personaggi rappresentati artisticamente e il territorio. “Per ogni cittadino- ha spiegato la Preside Cananzi - è importante che le vie vengano denominate anche con nomi e cognomi al femminile”. Nella toponomastica della nostra città è necessaria, dunque, una svolta. La Consigliera Regionale per le Pari Opportunità, Silvana De Blasio, nel suo intervento, ha espresso grande ammirazione per le opere dei giovani. Ha poi ringraziato il Coordinatore delle attività, Prof Antonio Palmenta, egli altri docenti del Liceo che hanno collaborato alla originale iniziativa.

Al tavolo dei lavori, oltre ad Eleonora Scrivo, Francesco Arillotta, storico, componente della Deputazione di Storia Patria della Calabria, la suora laica D’Alfonso, rappresentante dell’Associazione “Il Seme” e il dott. Gangemi. Tutti gli interventi sono stati improntati al plauso per la bella iniziativa .


Foto: 1° Premio, opera di Caracciolo Federica

Questa la premiazione degli alunni:
1° Premio: CARACCIOLO FEDERICA classe 5 SP proff. Palmenta / Malvi
2° Premio: MUSCIANESE ANDREA classe 5 B prof.ssa Cafarelli
3° Premio: GARCEA LUCIA Classe 5 SP proff. Palmenta / Malvi
Premio Speciale: Belmonte Simona classe 4 B prof.ssa Postorino
Menzione Speciale: Manganaro Antonella classe 5 SP proff. Palmenta / Malvi
Menzione Speciale: Szulska Paula classe 5 SP proff. Palmenta / Malvi
Menzione Speciale: Greco Fortunata classe 4 B prof.ssa Postorino
Menzione Speciale: Valenti Roberta classe 5 B prof.ssa Cafarelli
( Foto di Matteo Foti, classe III F, Liceo “Preti- Frangipane”, RC)

UNA MOSTRA D’ARTE SULLE ORME DEL GRANDE MATTIA PRETI
di Rosadele Genovese
, 24 febbraio 2014

Iniziata la celebrazione della “giornate pretiane” con l’inaugurazione della Mostra “Omaggio a Mattia Preti”. Allestita nel Salone del Liceo Artistico “Preti-Frangipane” di Reggio Calabria, ha rappresentato la fase creativa di un Progetto ambizioso: ricordare, attraverso gli elaborati realizzati dagli allievi dell’Istituto, la figura di Mattia Preti ( che a sua volta ha ispirato l’opera di Alfonso Frangipane) in un percorso di “memoria e identità”.
”Abbiamo fortemente voluto che la celebrazione della giornate pretiane venisse avviata oggi, 24 febbraio, data in cui ricorre il quarto centenario della nascita di Mattia Preti”, ha affermato la prof.ssa Rita Cananzi , Dirigente del Liceo, sottolineando che il grande pittore di Taverna e Alfonso Frangipane, illustre Maestro nato a Catanzaro e vissuto molti anni a Reggio, costituiscono un binomio inscindibile. Citando Don Gnocchi, la Dirigente ha detto: “Oggi la scuola deve farsi carico della restaurazione della persona umana. I giovani non si lascino rubare il futuro e gli adulti guardino avanti. L’arte è bellezza, l’arte è conoscenza, è assoluto, è la sublimazione dello spirito con un coinvolgimento dei sensi, ma , come diceva Frangipane, deve essere anche il riscatto sociale della nostra terra”.


L'Assessore Eduardo Lamberti Castronuovo e la Dirigente Scolastica Rita Cananzi al tavolo dei lavori (foto di Marisa Agostino. V classe- Frangipane)

Ha fatto eco alle sue parole l’Assessore alla Cultura e alla Legalità della Provincia di Reggio, Eduardo Lamberti Castronuovo, il quale ha esortato i giovani allievi del Liceo a riappropriarsi della loro identità: “Le parole della Preside Cananzi - ha osservato l’Assessore- sono per me una sinfonia di Beethoven, musica per le mie orecchie. Noi abbiamo perso la nostra identità, in questo paese. Forse non abbiamo idea del nostro patrimonio culturale, ma dovremmo pensare a Mattia Preti, a Cilea, ad Alvaro. L’arte lancia messaggi, e non possiamo tollerare che qualcuno, parlando della nostra terra, usi l’aggettivo “brutta” , come è accaduto recentemente”. La nipote di Alfonso Frangipane, Vittoria Russo, si è soffermata su aspetti biografici e culturali della vita del Maestro: “Due erano i suoi grandi ideali, l’amore per l’arte e l’orgoglio della sua terra natale”. Fu Alfonso Frangipane a realizzare per primo “le giornate pretiane”, fu lui a sollecitare l’organizzazione di “un Centro di Studi pretiani”, e fu sempre lui a costituire per i giovani artisti un indiscusso punto di riferimento.
Ai saluti di Eugenio Canino, sindaco di Taverna, è seguito l’intervento di Roberta Filardi, docente del Liceo e curatrice del Progetto insieme ai colleghi Nunzio Tripodi e Salvatore Palmeri. La prof, tra l’altro, ha elencato i nominativi dei colleghi di Discipline Pittoriche che hanno collaborato all’iniziativa: i docenti Milici, Imbesi, Malvi, Malara, Palmenta, Vazzana e di altri che, in compiti diversificati, hanno dato il loro contributo ai lavori della Mostra (tra cui Fiore, De Blasio, Barbera). Dopo le relazioni del prof. Gianfrancesco Solferino, che ha trattato il tema del religioso “ardore” nelle opere di Mattia Preti, (“è un genio che vive pienamente la sua passione per la Calabria: è difficile mantenere un rapporto con questa terra bella e maledetta e non rimanerne ammaliati”), è intervenuta la dott.ssa Caterina Bagnato, del Polilaboratorio di Restauro di Taverna, che ha illustrato alcune tecniche di restauro, ed ha firmato, con la Dirigente, un Protocollo d’Intesa tra lo stesso Polilaboratorio ed il Liceo Artistico, suggellando una nuova collaborazione tra le due realtà.
A conclusione dell’incontro, la visita alla Mostra ha stupito i visitatori per la bellezza delle opere esposte e per le competenze specifiche evidenziate dagli studenti .

Arte a Motta San Giovanni
Evento del 13 gennaio 2014- a cura di Rosadele Genovese

    Il territorio è come un libro aperto, ed è importante sensibilizzare l’attenzione di un pubblico sempre più vasto verso la tutela e il recupero delle opere d’arte che lo arricchiscono. Questo il messaggio emerso in occasione del Convegno organizzato dalla Fidapa RC- in collaborazione con le associazioni Anassilaos e Italia Nostra- per la presentazione del recente lavoro di Maria Assunta Ambrogio “Patrimonio Storico-Artistico delle Chiese di Motta San Giovanni- Storia e valorizzazione” pubblicato a cura della Casa Editrice ISTAR.
La giovane studiosa, che, nata a Melito, vive a Lazzaro, non è nuova alla ricerca, avendo già pubblicato il testo ”Il terremoto-maremoto del 1908 a Lazzaro. Tra storia e devozione” per il quale, nel 2009, ha ricevuto il premio “Anassilaos Giovani”. Dopo i saluti di rito dei presidenti delle Associazioni coinvolte- Franca Arena Tuccio,Stefano Iorfida, Eleonora Canale - e dell’Editore ISTAR Pina Lupoi, hanno relazionato Maria Pia Mazzitelli, Direttore dell’Archivio Storico Diocesano di Reggio Calabria-Bova, Maria Teresa Sorrenti, Responsabile dei Beni Paesaggistici e Storici della Calabria, e infine la stessa autrice.
E’ stato un excursus piacevole sulle opere d’arte presenti nel territorio di Motta San Giovanni e su alcuni personaggi del Rinascimento calabrese, periodo artistico-culturale che merita particolare attenzione e del quale è stato delineato il contesto storico .
Suggestive le opere degli artisti del tempo, soprattutto quelle sculture amate dal popolo il quale si istruiva – è stato sottolineato- attraverso le immagini sacre. Ricco il contributo di creatività dato all’intero nostro territorio da artisti come Domenico e Antonello Gagini. Tra le molte opere presentate, la Madonna dell’Oleandro e la Madonna della Neve, ammirate dal pubblico attraverso le numerose slide proposte. L’incontro si è concluso con un gentile omaggio della presidente FIDAPA Signora Franca Arena Tuccio all’autrice del pregevole lavoro ed ai relatori ai quali è stato consegnato il gagliardetto della Federazione.


Da sinistra, Stefano Iorfida, Eleonora Uccellini, Franca Arena Tuccio, Pina Lupoi, Maria Teresa Sorrenti, Maria Assunta Ambrogio, Maria Pia Mazzitelli.

 

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